Grazie alla competenza tecnica e scientifica di Irene Zembo, geologa, ricercatrice e guida esploriamo un tratto della Val Borbera, nell’Appennino Piemontese, ove il cammino si intreccia alla storia e all’ambiente con evidenze particolari e quasi sconosciute

PRESENTAZIONE DEL VIAGGIO

Percorso tra storia e scienze della terra, tra memoria delle comunità e della natura, in uno dei luoghi della resistenza e della guerra di liberazione. Il crinale che da Roccaforte conduce alla “Croce degli Alpini” offre scorci panoramici che diventano sempre più ampi e affascinanti, mostrando tutta la bellezza del primo tratto della Val Borbera. Inoltre, esso rappresenta un osservatorio privilegiato per studiare sul campo alcuni aspetti delle relazioni uomo-ambiente. Le descrizioni di carattere ambientale, geologico e naturalistico verranno integrate con quelle storiche relative all’antica vita contadina, attraverso una visita narrata ad Avi, paese «fantasma» abbandonato definitivamente nel 1952 e ora avvolto dalla vegetazione.

La nostra escursione si avvale della competenza tecnica e culturale di Irene Zembo, Borberambiente

DESCRIZIONE ITINERARIO

Avi, frazione disabitata del comune di Roccaforte Ligure dal 1953, a 610 m di altitudine, rappresenta il classico esempio di paese fantasma; appellativo alla moda oggi ma certamente riduttivo. Costruito sui conglomerati della Formazione di Savignone e costituito da due nuclei distinti e separati da tre corsi d’acqua temporanei, esso si trova abbracciato dalle creste che costituiscono il bacino del Rio d’Avi, affluente di sinistra del Borbera. Il paesaggio aspro, determinato dall’erosione selettiva delle acque di ruscellamento, nasconde il paese dal fondovalle e dai paesi vicini e le strade che vi conducono non si addicono più allo stile di vita odierno. Il piccolo nucleo abitativo, sempre alle prese con l’atavico problema locale connesso all’approvvigionamento idrico, offre l’opportunità di effettuare considerazioni sulle ingegnose opere idrauliche contadine, che hanno reso possibile lo sfruttamento di una caratteristica dei conglomerati sui quali sorge il paese. La presenza, infatti, di interstrati o lenti di marne non fratturate abbastanza impermeabili all’interno della Formazione di Savignone, ha consentito ai contadini di scavare delle cisterne in tali rocce, nelle quali veniva convogliata l’acqua piovana, tramite canali superficiali scavati nei conglomerati.

Testi e indicazioni tecniche a cura di Irene Zembo.

LUNGHEZZA PERCORSO: 9 Km
TIPOLOGIA PERCORSO: sentiero sassosa
DISLIVELLO: 600 mt. circa

NB. Necessari scarponcini e MASCHERINA

TRASPORTI

CON BUS RISERVATO

SI PARTE DA GENOVA

Ħ Sampierdarena, fermata bus Via Pacinotti, ex edicola, ore 7.15

Ħ Portello, ore 7.25

Ħ Piazza della Vittoria lato INPS, ore 7.30

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: 40 euro

Gruppo minimo 30 partecipanti

Sono compresi: viaggio in pullman 50 pax, polizza assicurativa, guida intera giornata a cura di Irene Zembo,  mancia autista.

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