Incursione in terra meneghina per una visita alla Pinacoteca di Brera con la lettura di alcuni capolavori a cura di Flavia Cellerino

PRESENTAZIONE DEL VIAGGIO

Una collezione di importanza internazionale, in cui ritrovare capolavori citati in tutti i libri di storia dell’arte, la Pinacoteca di Brera è stata oggetto di numerosi interventi di riallestimento e riordino volti a far maggiormente apprezzare le opere esposte.

Percorrere le sale di Brera significa attraversare fisicamente pagine e pagine di storia dell’arte dal Medioevo al Rinascimento, e oltre; significa individuare stili, scuole, autori e sensibilità diverse, che hanno rappresentato pagine miliari nella formazione estetica di generazioni.

Significa ripercorrere la storia d’Italia, delle sue grandi città-stato e delle sue dinamiche politiche.

Ricchezza e complessità due parole chiave, tra le tante, che possiamo usare mentre percorreremo le sale di Brera.

DESCRIZIONE

Museo di statura internazionale, la Pinacoteca di Brera venne ufficialmente istituita nel 1809, sebbene una prima eterogenea raccolta di opere fosse già presente a partire dal 1776 – e ampliata negli anni successivi – con finalità didattiche, a fianco dell’Accademia di belle Arti voluta da Maria Teresa d’Austria. Il corpus doveva infatti costituire una collezione di opere esemplari, destinate alla formazione degli studenti.

Quando Milano divenne capitale del regno italico la raccolta, per volontà di Napoleone, si trasformo in un museo che intendeva esporre i dipinti più significativi provenienti da tutti i territori conquistati dalle armate francesi. Brera quindi, a differenza di altri grandi musei italiani, come gli Uffizi ad esempio, non nasce dal collezionismo privato dei principi e dell’aristocrazia, ma da quello politico e di stato.

A partire dall’Ottocento, anche in seguito alla soppressione di molti ordini religiosi, vi confluirono dipinti requisiti da chiese e conventi lombardi, cui si aggiunsero opere di identica provenienza sottratte ai vari dipartimenti del Regno Italico. Questa nascita spiega la prevalenza, nelle raccolte, dei dipinti sacri, spesso di grande formato, e conferisce al museo una fisionomia particolare, solo in parte attenuata da successive acquisizioni. La Pinacoteca raccoglie alcuni tra i massimi capolavori di artisti italiani e stranieri dal XIV al XIX quali Piero della Francesca con la Pala Montefeltro, Andrea Mantegna, (Cristo Morto), Raffaello, (lo Sposalizio della Vergine) Bramante, (Cristo alla Colonna) Caravaggio (la Cena in Emmaus) oltre a Tintoretto, Giovanni Bellini, Rubens, Van Dyck e Francesco Hayez.

TRASPORTI

SI PARTE DA GENOVA

Ħ Piazza della Vittoria, lato Inps ore 7.40
Ħ Portello, ore 7.45
Ħ Sampierdarena, Via Dino Col , ore 7.55

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: 55 euro

Gruppo minimo 40 partecipanti

Sono compresi: Viaggio in pullman 50 pax, polizza assicurativa, ingresso prenotazione sistema di microfonaggio  e visita guidata a cura Flavia Cellerino, mancia autista

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