S.Chiara in Albaro: antico scrigno di tesori barocchi

Camminando lungo Salita Superiore della Noce sino ad arrivare in via Lagustena, non si ha sentore della meraviglia che un grigio muro cela ai nostri occhi: un monastero nascosto annoverato fra i monumenti nazionali.

LA STORIA di SANTA CHIARA IN ALBARO: un monastero nascosto annoverato fra i monumenti nazionali.

Il monastero di Santa Chiara fu fondato sotto il patronato della famiglia Camilla, inizialmente abitato dal 1299 al 1498 da monache cistercensi.

Di quella fase restano testimonianze documentarie e scarsissime prove architettoniche, ma fu certamente un periodo importante per la comunità e la città.

Il monachesimo cistercense ebbe un ruolo rilevante nelle fortune organizzative del territorio di Genova al di fuori delle mura, contribuendo alla messa a coltura della Val Bisagno, della Val Polcevera e delle colline contermini.

Tanto le comunità maschili quanto quelle femminili svolsero questa attività, come registrano costantemente gli atti notarili conservati in Archivio di Stato.

Poi arrivarono le Clarisse, e nuovi tempi religiosi e culturali segnarono la vita della comunità.

Le più potenti famiglie nobili di Genova, legate al monastero di Santa Chiara ne determinarono cambiamenti strutturali ed architettonici.

Dopo il Concilio di Trento le regole monastiche furono revisionate e attualizzate.

Il controllo sui monasteri divenne via via stringente, ma ciò non limitò, anzi sotto certi aspetti favorì, l’impegno di badesse e monache.

Grazie a loro i monasteri diventano sempre più ricchi i monasteri e prestigiosi, tra i quali anche il monastero di Santa Chiara.

L’ARTE a  SANTA CHIARA IN ALBARO

A Santa Chiara marmi, affreschi e pale d’altare portano le firme di importanti artisti, conosciuti oltre la città di Genova.

  • Vi sono tele di L. Cambiaso (1550), affreschi di D. Fiasella (1654), opere di G. B. Carlone, di Giuseppe Palmieri, di Francesco Costa e di Gio Agostino Ratti.

Dal 1550 al 1750, duecento anni di decori, di stucchi, di pitture ricoprono interamente le pareti e i soffitti della piccola chiesa.

Quando entriamo nel complesso religioso del monastero di Santa Chiara, ci accoglie un sagrato rivestito da ciottoli bianchi e neri o grigi, che risale al 1654.

Il sagrato a ciottoli raffigura scene della Bibbia: la cacciata di Adamo ed Eva da Paradiso Terrestre, Abramo e Isacco e l’Arca di Noè.

Ai quattro angoli della raffigurazione centrale vediamo i simboli dei quattro Evangelisti su cartone di Domenico Fiasella.

UN SEGRETO CELATO a  SANTA CHIARA IN ALBARO

Lo splendore della chiesa monastica racchiude un segreto: l’acustica straordinaria.

Un complesso sistema di vasi appoggiati sulla volta bucata che agiscono da amplificatori: i concerti nella chiesa sono ancora più godibili per questo motivo.

Una caratteristica non comune della chiesa infatti, è costituita dalla presenza, sopra la volta di copertura, di vasi acustici disposti su tre file longitudinali.

Sono visibili quattordici fori a cui corrispondono altrettanti vasi acustici, comuni giare di terracotta per contenere olio, alte 90 cm. e larghe 70 cm., sprovviste di manici; hanno un bordo piuttosto spesso che si piega verso l’esterno e l’interno ricoperto interamente di smalto vetroso.

Un felice sodalizio

Da anni Artesulcammino collabora alla stagione culturale delle attività dell’Associazione degli Amici del Monastero di Santa Chiara.

E’ un felice sodalizio che ci permette di contribuire alla conoscenza di questo monumento e alla sua valorizzazione.

Info

Come raggiungere il monastero di Santa Chiara in Albaro

ATTENZIONE: l’ingresso effettivo è in via Langustena,58